
Nelle università statali italiane le tasse dipendono dal reddito familiare (ISEE): con un ISEE fino a 22.000 € non paghi il contributo onnicomprensivo, ma solo la tassa regionale e il bollo da 16 €; alcune università chiedono contributi fissi ridotti agli studenti di alcuni paesi extra UE. Universitaly elenca 283 università e istituti e circa 9.000 corsi. Scopri come candidarti, quanto costa un mese (circa 700–1.100 €) e quali borse esistono.
I cittadini UE/SEE possono lavorare in Italia senza alcun permesso, anche durante gli studi.
Gli studenti provenienti da paesi extra UE/SEE con un permesso di soggiorno per studio valido possono lavorare fino a 20 ore a settimana, per un massimo di 1.040 ore all’anno. In alcune settimane, per esempio quando non ci sono lezioni, puoi lavorare di più, purché resti entro il limite annuale. Se vuoi lavorare più di così, devi convertire il permesso di soggiorno per studio in un permesso per lavoro.
Molte università offrono lavori part-time retribuiti nel campus (collaborazioni studentesche), per esempio in biblioteca o negli uffici amministrativi. Fuori dall’università i lavori si trovano più facilmente nel turismo e nella ristorazione, ma senza l’italiano sarà difficile. Passa dall’ufficio job placement della tua università.
Fonti: Commissione europea – Study in Europe (education.ec.europa.eu/study-in-europe), Eurostat, portali nazionali ufficiali e autorità competenti per lo studio e il soggiorno, Eurodesk, enic-naric.net, studiareineuropa.eu. Aggiornato: settembre 2026.